martedì 14 maggio 2013

Ameles spallanzania (ROSSI, 1792)

La mantide di Spallanzani è una piccola mantide abbastanza rara con habitat in Europa del Sud e Nord Africa. Le dimensioni sono comprese tra 1 e 3 cm con uno spiccato dimorfismo sessuale che si esplica nella presenza di ali nei maschi (ridotte a vestigia nelle femmine) e nel caratteristico addome ricurvo verso l'alto delle femmine. La colorazione va dal verde al grigio fino al marrone. Il corpo è corto e squadrato con un paio di zampe anteriori corte e robuste e le zampe posteriori grandi e allungate. A differenza della Mantis religiosa in questa specie non si osservano fenomeni di cannibalismo durante l'accoppiamento. Predilige le zone aride ed è un attivissimo predatore di altri insetti, non disdegnando anche esemplari della stessa specie. In Africa è ritenuto un animale nobile e per questo è spesso oggetto di culto. Quando è attaccata allarga le robuste zampe anteriori per simulare una taglia maggiore di quella reale.  L'esemplare fotografato è una femmina.




domenica 5 maggio 2013

Farfalla egeria


Natura in giardino. Pararge aegeria (Linnaeus, 1758) Egeria. E' una farfalla di medie dimensioni con colore di fondo bruno scuro con numerosi disegni scuri a scacchiera e macchie fulve o bianche, presentra una serie di occelli pupillati sull'ala posteriori. Superiormente, le ali anteriori presentano un piccolo ocello apicale, le posteriori tre ocelli forniti di pupilla. Le parti inferiori hanno disegni confusi su di un fondo giallo-verdastro. Sessi simili, a parte la vistosa macchia androconiale dei maschi.
Specie comune , particolarmente legata ad ambienti ombrosi o umidi, come prati prospicienti a bacini lacustri. Bivoltolina, sfarfallamenti della prima generazione tra marzo e giugno, della seconda generazione tra agosto e settembre: sverna come larva o pupa. Di volo veloce, rimane spesso nella penombra posandosi frequentemente al suolo, su rocce e su fronde. Il bruco è verde-giallastro con una banda medio-dorsale verde-scura e due appendici anali bianche. Le crisalidi sono di tipo sospeso.
Testo Gianluca Doremi - Foto Angelo Gilotti
 

domenica 21 aprile 2013

Scarabeo rinoceronte

Natura in giardino. Il Copris lunaris (foto sopra) è una sottospecie dello scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis) ed è un insetto appartenente alla superfamiglia degli scarabeidi e alla famiglia Copridaeae. Questo coleottero può raggiungere i 2-3 cm di lunghezza ed è caratterizzato da uno spiccato dimorfismo sessuale: i maschi sono dotati di un corno cefalico rivolto all'indietro , mentre le femmine hanno solo un piccolo tubercolo appuntito. Le elitre (ali sclerotizzate) sono di colore nero brillante con delle fasce longitudinali. Nell'Oryctes nasicornis (foto sotto un'esemplare femmina) le elitre sono lisce e di colore marrone-rossastro, mentre il torace e capo sono leggermente più scuri.
 Il Copris lunaris è un insetto coprofago che non modella le classiche palline di escrementi, ma scava gallerie verticali a sezione circolare in prossimità di esse. Le gallerie sono profonde anche 30 cm e terminano con una camera nella quale la femmina accumula il materiale stercorale necessario al nutrimento delle larve.
 La cosa molto interessante è che a differenza degli altri scarabei, questa sottospecie accudisce le larve finché non si allontanano dalle gallerie dove sono state deposte le uova

martedì 9 aprile 2013

Scolopendra cingulata


Natura selvaggia in giardino. La Scolopendra cingulata è un artropode della classe dei chilopodi ed è distribuita lungo tutta la regione mediterranea compresa l'Africa. Si presenta solitamente di un colore brunastro, con la testa e l'ultimo segmento del tronco di colore rosso. Le sue dimensioni arrivano a 10–15 cm di lunghezza e si nutre di insetti e altri invertebrati. La scolopendra cingolata è una specie non pericolosa per l’uomo, ma  se avverte un pericolo può mordere causando dolore e arrossamento della parte. Durante il giorno la scolopendra si rifugia in luoghi umidi e scuri, di notte va a caccia di altri invertebrati, ma le specie più grandi arrivano a nutrirsi di piccoli roditori e lucertole. Questo animale ha un’indole solitaria e non sopporta la presenza dei suoi simili con i quali ingaggia combattimenti spesso mortali. L'esemplare in foto è lunga 10 cm ed è ospite del mio giardino...

sabato 23 marzo 2013

ape bottinatrice

Oggi in giardino c'erano centinaia di api intente nella raccolta del polline. Che spettacolo!
Ape bottinatrice con le cestelle piene

Il polline è semplicemente raccolto dalle api sui fiori e costituisce la fonte proteica, insostituibile, della loro alimentazione, nonché la materia prima con cui le nutrici producono la pappa reale per le pupe e per la regina. 

L’ape bottinatrice raccogliendo il nettare per produrre miele, esce dai fiori sporca di polline che s’incastra tra i peli del suo corpo, come fosse una piccola spazzola. Tra un volo e l’altro, l’ape si ripulisce, convogliando nella superficie addominale il polline di cui e’ cosparsa poi, umidificandolo e impastandolo, forma delle piccole palline, dall’aspetto granuloso e dotate di un guscio esterno molto resistente, che deposita nelle cestelle, piccole tasche presenti sulle zampe posteriori (in foto sono di colore arancione). Una volta tornata nell’alveare, l’ape deposita il polline in apposite celle, pronto per essere consumato o conservato per il fabbisogno della famiglia. Per maggiori informazioni vi segnalo il sito della conapi

mercoledì 20 marzo 2013

Mini-serra da bottiglie di plastica

Dopo due piantumazioni di insalata andate a sfamare una moltitudine di limacce e lumache (totale 60 piante di lattuga!), ho deciso di adottare un metodo radicale ma pacifista. Ho tagliato in due una bottiglia di plastica e con la parte superiore ho fatto una mini-serra per proteggere le piantine sia dal freddo sia dal famelico appetito dei gasteropodi. Svitando il tappo si può innaffiare la pianta, un paio di piccoli forellini favoriscono la traspirazione. L'evoluzione del metodo consiste nel tagliare la bottiglia in modo da ricavare un cilindro aperto dai due lati. In uno dei due lati si fissa con la colla a caldo un pezzo di zanzariera e si infila nel terreno in corrispondenza della pianta. Il lato superiore, protetto dalla zanzariera consente l'innaffiamento e la penetrazione della luce, impedendo allo stesso tempo l'ingresso delle lumache. Quando la pianta avrà raggiunto dimensioni tali da poter assorbire meglio gli attacchi delle lumache possiamo togliere la mini-serra o sostituirla con una più grande (bottiglioni in plastica da 3 - 5 litri).
mini serra con bottiglia di coca cola


sabato 2 marzo 2013

Colubro leopardino

Zamenis situla
Esemplare di colubro leopardino fotografato nel giardino di casa mia! Il nome scientifico è Zamenis situla e fa  parte della famiglia dei colubridi. I maschi possono essere lunghi fino a circa 100 cm, ma raramente superano gli 80. Le femmine raggiungono lunghezze maggiori (fino a 120 cm:), l'esemplare che ho fotografato è sicuramente una femmina in quanto la lunghezza stimata è di gran lunga superiore al metro. È un serpente dalla corporatura slanciata e con un disegno tipico che lo rende difficilmente confondibile con altre specie.
Il capo è stretto e slanciato, l'occhio ha la pupilla rotonda e iride arancio. Il disegno caratteristico della specie consiste in una fila di macchie da marrone a rosso bordate di nero sul dorso e una (o, più raramente, due) fila di macchie scure sui fianchi. Si nutre di topi e lucertole, si trova nel bacino del mediterraneo. In Italia è presente nelle regioni meridionali. Il colubro leopardino non è un serpente aggressivo ed è una specie protetta dalla convenzione di Berna e da diverse leggi locali.