sabato 23 marzo 2013

ape bottinatrice

Oggi in giardino c'erano centinaia di api intente nella raccolta del polline. Che spettacolo!
Ape bottinatrice con le cestelle piene

Il polline è semplicemente raccolto dalle api sui fiori e costituisce la fonte proteica, insostituibile, della loro alimentazione, nonché la materia prima con cui le nutrici producono la pappa reale per le pupe e per la regina. 

L’ape bottinatrice raccogliendo il nettare per produrre miele, esce dai fiori sporca di polline che s’incastra tra i peli del suo corpo, come fosse una piccola spazzola. Tra un volo e l’altro, l’ape si ripulisce, convogliando nella superficie addominale il polline di cui e’ cosparsa poi, umidificandolo e impastandolo, forma delle piccole palline, dall’aspetto granuloso e dotate di un guscio esterno molto resistente, che deposita nelle cestelle, piccole tasche presenti sulle zampe posteriori (in foto sono di colore arancione). Una volta tornata nell’alveare, l’ape deposita il polline in apposite celle, pronto per essere consumato o conservato per il fabbisogno della famiglia. Per maggiori informazioni vi segnalo il sito della conapi

mercoledì 20 marzo 2013

Mini-serra da bottiglie di plastica

Dopo due piantumazioni di insalata andate a sfamare una moltitudine di limacce e lumache (totale 60 piante di lattuga!), ho deciso di adottare un metodo radicale ma pacifista. Ho tagliato in due una bottiglia di plastica e con la parte superiore ho fatto una mini-serra per proteggere le piantine sia dal freddo sia dal famelico appetito dei gasteropodi. Svitando il tappo si può innaffiare la pianta, un paio di piccoli forellini favoriscono la traspirazione. L'evoluzione del metodo consiste nel tagliare la bottiglia in modo da ricavare un cilindro aperto dai due lati. In uno dei due lati si fissa con la colla a caldo un pezzo di zanzariera e si infila nel terreno in corrispondenza della pianta. Il lato superiore, protetto dalla zanzariera consente l'innaffiamento e la penetrazione della luce, impedendo allo stesso tempo l'ingresso delle lumache. Quando la pianta avrà raggiunto dimensioni tali da poter assorbire meglio gli attacchi delle lumache possiamo togliere la mini-serra o sostituirla con una più grande (bottiglioni in plastica da 3 - 5 litri).
mini serra con bottiglia di coca cola


sabato 2 marzo 2013

Colubro leopardino

Zamenis situla
Esemplare di colubro leopardino fotografato nel giardino di casa mia! Il nome scientifico è Zamenis situla e fa  parte della famiglia dei colubridi. I maschi possono essere lunghi fino a circa 100 cm, ma raramente superano gli 80. Le femmine raggiungono lunghezze maggiori (fino a 120 cm:), l'esemplare che ho fotografato è sicuramente una femmina in quanto la lunghezza stimata è di gran lunga superiore al metro. È un serpente dalla corporatura slanciata e con un disegno tipico che lo rende difficilmente confondibile con altre specie.
Il capo è stretto e slanciato, l'occhio ha la pupilla rotonda e iride arancio. Il disegno caratteristico della specie consiste in una fila di macchie da marrone a rosso bordate di nero sul dorso e una (o, più raramente, due) fila di macchie scure sui fianchi. Si nutre di topi e lucertole, si trova nel bacino del mediterraneo. In Italia è presente nelle regioni meridionali. Il colubro leopardino non è un serpente aggressivo ed è una specie protetta dalla convenzione di Berna e da diverse leggi locali.